Stress utile vs stress che ti blocca: sai come riconoscerli e come sfruttarli?

Troppo spesso lo stress viene trattato come qualcosa da eliminare, quasi fosse un errore del sistema o un ostacolo che andrebbe spento del tutto. Eppure, se ripensi ad alcune delle situazioni in cui hai dato il meglio di te, probabilmente c’era anche una certa tensione addosso, una pressione che ti teneva sveglio, attento, concentrato.

Prima di una gara importante. Prima di una riunione delicata. Prima di una decisione che poteva cambiare qualcosa.

In quei momenti il corpo si attiva, la mente accelera, l’attenzione aumenta. Finché quella tensione resta dentro un certo equilibrio, riesce ad accompagnarti nella performance invece di ostacolarti.

Il problema nasce quando quella soglia viene superata e inizi a perdere fluidità.

Quando lo stress ti sostiene

C’è una condizione mentale che molti atleti conoscono bene. Arrivi prima di una gara con energia addosso, senti il battito accelerare, percepisci tensione, ma allo stesso tempo ti senti presente, acceso, pronto.

Non sei rilassato, sei attivo! Quell’attivazione aiuta il cervello a concentrarsi meglio, aumenta l’attenzione, rende il corpo più reattivo. Nel lavoro accade qualcosa di molto simile: una trattativa importante o una scadenza vicina possono aumentare presenza e velocità mentale, portandoti a lavorare con più lucidità e coinvolgimento.

Finché riesci a restare dentro ciò che stai facendo, senza farti trascinare via dal rumore mentale, quello stress continua a lavorare a tuo favore.

Quando invece inizi a irrigidirti

A volte basta poco perché l’equilibrio cambi. Un errore, una difficoltà inattesa, un pensiero che continua a girarci in testa.

In questi casi, la mente accelera più del necessario, il corpo si irrigidisce, l’attenzione smette di stare nel presente e si sposta continuamente avanti e indietro: quello che potrebbe succedere, quello che hai appena sbagliato, quello che gli altri potrebbero pensare.

Da fuori, magari, nessuno se ne accorge subito. Dentro però cambia tutto. Le decisioni diventano più confuse, i movimenti meno naturali, la concentrazione più fragile.

Nel tennis questa differenza si percepisce in modo chiarissimo. Ci sono partite in cui senti pressione ma resti dentro il match, riesci a giocare punto dopo punto senza perdere contatto con quello che stai facendo. Poi ci sono momenti in cui inizi a voler controllare tutto: il risultato, l’errore precedente, il punto successivo. Da lì il gioco perde ritmo, il braccio si irrigidisce, la mente smette di leggere bene la situazione.

Nel lavoro succede continuamente, anche se non è detto che questo fenomeno assuma sempre la stessa forma (sarà per questo che è così difficile identificarlo? Secondo me, sì).

I segnali che qualcosa sta cambiando

Quasi nessuno si accorge subito di stare entrando in sovraccarico. All’inizio sembra solo una giornata storta, un po’ più pesante del solito.

Poi iniziano ad arrivare segnali più chiari:

  • Fai fatica a mantenere attenzione
  • Senti il bisogno di controllare ogni dettaglio
  • Reagisci in modo più impulsivo
  • Rimandi decisioni o conversazioni
  • Anche nei momenti liberi continui a restare mentalmente “acceso”
  • iI recupero mentale diventa sempre più difficile

Molte persone vanno avanti così per mesi, abituandosi lentamente a quel livello di tensione, finché la performance inizia a calare. Spoiler: non te ne accorgi subito, te ne accorgi spesso quando un progetto lavorativo o un obiettivo da raggiungere è già compromesso. 

Imparare a usare lo stress in modo diverso

Lo stress accompagna tutte le situazioni che contano. Eliminare completamente la pressione vorrebbe dire togliere energia anche alla performance.

Serve invece imparare a leggere il proprio stato interno mentre si attraversano certe situazioni, riconoscere quando l’attivazione sta aiutando e quando invece sta iniziando a consumare troppe energie.

Nel lavoro sulla performance questa parte è centrale, perché ogni persona reagisce in modo diverso: c’è chi accelera troppo, chi entra in ipercontrollo, chi perde attenzione, chi si irrigidisce appena qualcosa esce dai piani.

Allenare consapevolezza permette di riconoscere questi meccanismi prima che prendano completamente il sopravvento.

Anche il recupero mentale ha un peso enorme. Se passi continuamente da uno stimolo all’altro, senza pause vere, senza momenti in cui mente e corpo possano rallentare, la tensione resta alta per troppo tempo e diventa sempre più difficile recuperare lucidità.

Lavoriamo insieme sulle tue performance

Sport e business mettono continuamente davanti a situazioni ad alta pressione. Alcune ti aiutano a tirare fuori energie e attenzione, altre iniziano lentamente a toglierti lucidità, presenza, capacità di reagire bene.

Accorgersi della differenza cambia il modo in cui vivi la performance.

Se senti che la pressione sta iniziando a bloccarti o che ti sta facendo consumare troppe energie, possiamo parlarne insieme e lavorare su questi aspetti partendo proprio dalle situazioni che oggi ti mettono più in difficoltà.

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